Come Stimolare La Cacca
Rimedi Naturali contro la Stitichezza I alla sono le prime soluzioni a essere proposte in presenza di questo diffuso disturbo della defecazione. A porli in questa posizione sono, principalmente, la loro facilità d’attuazione e il basso rischio di effetti collaterali da loro dipendenti. Prima di passare in rassegna i rimedi naturali contro la stitichezza, vale la pena ricordare alcuni aspetti riguardanti quest’ultima. La stitichezza o è un disturbo della defecazione che consiste, in linea generale, nella difficoltà di evacuazione delle feci. La stitichezza può dipendere da un ampio numero di cause. Infatti, alla sua origine possono esserci:

Abitudini e comportamenti di vita errati (es: eccessiva, scarso consumo di, eccessivo consumo di e raffinati a discapito di, ridotto apporto di, la soppressione o posposizione volontaria dello stimolo alla defecazione ecc.). Condizioni psicologiche (es: e ); Condizioni patologiche ostruttive (es:, ecc.); Condizioni patologiche di tipo neurologico (es:,, infortuni al ecc.); Condizioni patologiche che affligono la muscolatura pelvica (es: anismo); Condizioni patologiche di tipo ormonale (es: e ); Anomalie congenite dell’ (es: morbo di Hirschsprung); L’assunzione costante di (es:,,,,, ecc.); Lo stato di ; Altre condizioni patologiche (es:,, ecc.).

Se la stitichezza si accompagna a come,,,, violenti e, oppure si alterna a, rappresenta un problema da sottoporre immediatamente alle attenzioni del medico curante; analogo discorso vale quando la stipsi si manifesta improvvisamente in un individuo, che ha sempre presentato una certa,

Questo articolo mira a trattare la stitichezza più comune, quella che dipende da abitudini e comportamenti di vita errati o condizioni di natura psicologica, e che come tale può trarre giovamento dai cosiddetti rimedi naturali. Nota importante : nell’articolo dedicato ai, si è visto come sia necessario impostare un percorso terapeutico composto da vari step, che parte da semplici interventi comportamentali e dietetici e arriva, in caso di fallimento dei precedenti, a vere e proprie misure farmacologiche.

Per ulteriori approfondimenti, si veda anche: I rimedi naturali alla stitichezza sono le soluzioni più semplici e maggiormente consigliate per porre rimedio alle difficoltà di defecazione più comuni. Nell’elenco dei rimedi naturali alla stitichezza, rientrano: interventi comportamentali, interventi dietetici, preparati erboristici con effetto lassativo e altri rimedi.

Il ricorso ai rimedi naturali contro la stitichezza rappresenta lo step iniziale al trattamento di questo diffuso disturbo della defecazione; se tale step dovesse risultare poco proficuo, sussistono le circostanze per passare ai successivi, che includono l’uso di veri e propri farmaci a forte effetto lassativo.

L’abituale uso di lassativi, specie di quelli più irritanti per le pareti del, può portare all’instaurarsi di quadri piuttosto severi di, I rimedi alla stitichezza di tipo comportamentale comprendono:

Non rimandare l’atto della defecazione, Sopprimere o posporre il bisogno di defecazione è una cattiva abitudine, che rischia di inibire gli stimoli allo svuotamento del retto. Pertanto, al sopraggiungere dei suddetto bisogno, è opportuno recarsi al bagno il prima possibile, appena le condizioni sociali lo permettono. Evitare grandi sforzi per defecare, Forzare la defecazione rischia di pregiudicare la normale coordinazione tra i meccanismi fisiologici coinvolti nell’evacuazione delle feci, ossia: contrazione dell’, del e rilassamento dello sfintere anale interno (involontario) e dello sfintere anale esterno (volontario). Alla luce di ciò, una volta in bagno, è importante ottenere un’evacuazione naturale attendendo il giusto stimolo, senza sforzi eccessivi. In tutto ciò, può aiutare la lettura di un giornale o una rivista, per rilassarsi, e l’assunzione di una posizione acquattata (alla turca), in cui l’addome è compresso contro le cosce (N.B: per ottenere questa posizione in modo semplice, gli esperti consigliano di porre, in prossimità del wc, un rialzo, su cui appoggiare i piedi). Si ricorda ai lettori che gli sforzi eccessivi durante la defecazione sono da evitare, anche per il fatto che predispongono alla comparsa delle e per il fatto che rappresentano un pericolo per le persone con disturbi, Praticare esercizio fisico con regolarità, Studi scientifici hanno dimostrato che l’, in particolare e, favorisce la ; in altre parole, mantenersi fisicamente attivi è un modo per stimolare i muscoli dell’, deputati al processo di peristalsi. Chiaramente, l’esercizio fisico è di beneficio, rispetto alla stitichezza, se praticato con costanza; la sua pratica saltuaria, infatti, è di poco aiuto.

La soppressione e la posposizione dello stimolo alla defecazione rallenta il transito intestinale e ciò porta a una distensione anomala dell’ampolla rettale per accumulo di feci; dall’anomala distensione dell’ampolla rettale, quindi, deriva la perdita di contrattilità da parte di quest’ultima, perdita di contrattilità che, unitamente alla debolezza dei muscoli del pavimento pelvico, determina un’ulteriore impedimento alla normale defecazione (si parla anche di ).

Bere acqua nelle quantità adeguate, Il consumo di acqua è fondamentale per il buon funzionamento dell’intero organismo, apparato gastrointestinale compreso. A livello intestinale, la giusta idratazione favorisce il meccanismo di peristalsi e la conseguente evacuazione delle feci. L’importanza dell’acqua nel trattamento della stitichezza non deve stupire, se si pensa che le feci di consistenza considerata normale sono formate da acqua per il 75% (quindi ben più della metà). Come e quando : per, la dose minima di acqua giornaliera è pari a 2 litri; la pratica sportiva, i lavori pesanti e le attività ricreative che richiedono un certo sforzo fisico comportano, chiaramente, un aumento del volume di acqua da assumere giornalmente. Il consiglio degli esperti, a chiunque soffra di stitichezza e non solo, è portare sempre con sé una bottiglietta d’acqua (in ufficio, in ecc.), in modo da provvedere alla dell’organismo. Le persone con uno ridotto (es: gli ) dovrebbero sorseggiare, durante la giornata, un bicchiere d’acqua all’ora, anche se non ne sentono affatto la necessità. Assumere un quantitativo consono di fibre alimentari, Le fibre alimentari si ritrovano, principalmente, in:, fresca,,,, frutta secca, e, Agiscono contro la stitichezza, in quanto provvedono a rendere le feci morbide, compatte e più voluminose. Tuttavia, è bene precisare che sono di beneficio solo se accompagnate a un adeguato consumo di liquidi, acqua in particolare. Unite all’acqua, infatti, le fibre alimentari hanno un’azione gelificante nei confronti della e ciò facilita i movimenti di peristalsi e l’evacuazione. Come e quando : secondo i nutrizionisti, la dose di fibre alimentari ideale a combattere la stitichezza è compresa tra i 18 e i 32 grammi. Nella tabella sottostante, i lettori possono visionare in quali è particolarmente presente la,

Tabella. Alimenti più ricchi in fibre alimentari. In natura, esistono due tipologie di fibre alimentari: le fibre alimentari solubili e le fibre alimentari insolubili. Tra le due tipologie, quella più indicata a combattere la stitichezza è la seconda; tuttavia, anche la prima offre un contributo non trascurabile nel rimediare alle difficoltà di evacuazione delle feci.

Tra i preparati erboristici con effetto lassativo, trovano indicazione il più delle volte: gli solubile (a base di,,, ecc.), le lassative a base di e seme di lino integro, i (,,, ecc.) e le droghe e (N.B: ha un blando potere lassativo). In merito ai lassativi antrachinonici (che sono prodotti di una certa potenza), è importante precisare che il loro utilizzo non dovrebbe protrarsi per oltre due settimane e che tra le singole assunzioni di questi prodotti dovrebbero trascorrere almeno 3 giorni.

Il mancato rispetto di tali raccomandazioni può condurre alla comparsa di irritazione colica, ipotonia della intestinale e, in alcuni casi, a e ; non è poi da sottovalutare la psicologica dall’uso di questi lassativi, dipendenza che difficilmente si corregge. Nella maggior parte delle persone, la regolarità dell’alvo si identifica con, Dopo una completa evacuazione indotta da lassativi, vi è un ritardo nella comparsa di un nuovo stimolo anche di qualche giorno. Ciò è del tutto normale (occorre, infatti, tempo affinché avvenga un riempimento significativo del colon); pertanto, chi fa uso di sostanze lassative non deve preoccuparsi e, soprattutto, non deve ricorrere ad altre assunzioni con l’idea che il problema della stitichezza sia ancora in corso.

Come mettersi per stimolare la cacca?

Un lettore su Facebook ci ha contatto chiedendo spiegazioni sul video che vedete qui sopra e che sta girando molto su Facebook. Ci scrive infatti Francesco Pio : Volevo solo dirvi che secondo me è arrivato il momento di spiegare a tutti in che modo bisogna fare la cacca visto che gira quel video che sta diventando famoso.

  • Non scherzo.
  • Ebbene, siamo andati a recuperarlo (anche nella sua versione originale), lo abbiamo controllato e possiamo affermare che non si tratta di una bufala.
  • Il modo migliore per defecare – ed evitare la costipazione – è proprio quello di assumere la cosiddetta posizione “squat”, tenendosi sollevati sulle gambe, come fanno gli animali.

Questo perché quando siamo seduti l’intestino retto si piega e non facilita l’evacuazione. In altre parole, il meccanismo di chiusura dell’intestino non è progettato per “aprire lo sportello completamente” quando siamo seduti. Lo “squat” invece è un modo molto più naturale e mette meno pressione sul retto.

  1. Lo spiegava Giulia Enders nel libro L’intestino felice : «1,2 miliardi di persone nel mondo che utilizzano lo “squat” hanno meno probabilità di soffrire di diverticoli e meno problemi di emorroidi.
  2. Noi in Occidente, d’altra parte, spremiamo il nostro tessuto intestinale fino a che non esce dalle nostre parti inferiori».

Prove scientifiche. Questa rivelazione non è però una novità. Ci sono varie ricerche scientifiche sull’argomento. La più importante è uno studio del 2003 del medico israeliano Dov Sikirov che ha confrontato 3 modi di fare la cacca: da seduti su un wc alto 42 centimetri, su un wc alto 31 centimetri e accovacciati.

  1. Cronometro alla mano ha registrato i tempi medi di evacuazione.
  2. Accovacciati i giochi erano fatti in meno di 50 secondi.
  3. Seduti sul water, invece, ci voleva almeno 1 minuto in più (130 secondi di media).
  4. Certo lo studio è stato condotto prima dell’arrivo di smartphone e social network che hanno reso la sosta al bagno più lunga e meno noiosa, ma questa è un’obiezione poco scientifica.
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Lo sgabello. Per quanto riguarda lo stratagemma di appoggiare i piedi su uno sgabello e piegare la schiena in avanti invece di andare dietro una siepe in giardino, non possiamo che convenire che si tratti di una buona idea. Fotogallery 10 cose che (forse) non sai sulla cacca Quanta cacca facciamo? Cerchiamo di farla sparire in fretta, eppure, nell’arco di una vita, ognuno di noi ne pro­duce almeno 6 tonnellate. Ogni volta che mangiamo ci vogliono dalle 2 alle 8 ore affinché il pasto attraversi i 7 metri dell’intestino, dove subisce una straordinaria se­rie di trasformazioni chimiche per essere assimilato dall’organismo. Perché la cacca puzza? E si può farla puzzare di meno? La colpa dell’odore sgradevole è soltanto di alcuni composti, in particolare le tracce di zolfo e le le molecole di ammonia­ca e trimetilammina. Le “Odafree”, vendute negli Usa, promettono risultati strabilian­ti dopo solo tre giorni di utilizzo. Unico effetto collaterale, la cacca si colora di verde. Foto: © Shutterstock Energia marrone. La cacca? Non è solo uno scarto: si può usare per produrre corrente elettrica. I pionieri nel campo sono i cinesi che vogliono portare a 50 milioni, da 20 milioni che erano nel 2005, le abitazioni dotate di un sistema di produzione del biogas dagli scarichi dei wWc.

Negli Usa Shulin Chen, della Washing­ton State University, ha creato un digestore anaerobico capace di trattare gli escrementi trasforman­doli in biogas e concime in 3 giorni, contro i 120 richiesti da un normale compostaggio. Altri ricercatori americani sono riusciti a ricavare, dal letame bovino e suino, sostanze chimiche come i glicoli (impiegati nei liquidi antigelo e nei deodoranti) di so­lito ricavati dal petrolio.

Fibre re­cuperate dal letame, e mischiate a materiale plastico, sono usate per produrre pavimenti per esterni. E c’è chi i fanghi fognari li usa come gioielli: a Tokyo si vendono orecchini e fer­macravatte prodotti solidificando i liquami delle fogne. Quale il modo migliore di fare la cacca? Per defecare – ed evitare la costipazione – è bene assumere la cosiddetta posizione “squat”, tenendosi sollevati sulle gambe, come fanno gli animali. Questo perché quando siamo seduti l’intestino retto si piega e non facilita l’evacuazione. Per quanto tempo si può fare a meno di farla? L’atto dell’evacuazione è molto soggettivo e dipende dal tipo di alimentazione, dalla quantità di fibre ingerite, dallo stile di vita, dall’attività fisica. L’attività è regolare se espletata 3-4 volte a settimana. Arma di distruzione? Pamela Dalton, ricercatrice del centro Monell di Chimica dei sensi di Filadelfia (Usa), è una grande esperta di puzze. Soprattutto di quella della cacca. Danton – si fa fatica a crederlo, ma è proprio così – ha lavorato a un progetto militare degli Usa per realizzare una bomba puzzolente, non letale ma in grado di togliere al nemico ogni spirito ag­gressivo. Un odore che va al cervello. L’odore di feci ci coinvolge nel profondo. L’ha dimostrato, con una serie di test, sempre Pamela Dalton (quella della bomba della didascalia precedente). Quando annusiamo odori sgradevoli, come per esempio quello della carne che sta marcendo, il cervello reagisce coinvolgendo l’area della cortec­cia olfattiva primaria. Di che cosa è fatta? Le feci umane sono composte per il 75% di liquidi e per il 25% di materiale solido, per lo più fibre di cellulosa e cheratina. Il 30% del peso a secco è costituito da batteri, provenienti dalla flora intestinale, mentre un altro 15% sono sostanze inorganiche, soprat­utto calcio e fosfati, che, ripuliti e separati, potrebbero diventare es­senziali per il futuro dell’umanità.

Secondo Carlo Leifert, docente dell’Università britannica di Newcastle «corriamo il rischio, nel giro di 60 anni, di esaurire le risorse naturali di fosforo, soprattutto minerale, estratte in Nord Africa: sono fondamentali per arricchire i terreni agricoli». Per scongiurare il rischio di non poter più coltivare grano e altri prodotti essenziali, si potrebbero usare come fertilizzan­ti le deiezioni umane.

In Europa è proibito. Chi la fa più grossa? Anche gli escrementi hanno il loro posto nel Guinness dei primati. – I più piccoli sono quelli dell’acaro, che espelle palline grandi un millesimo di millimetro. Possono però trasmettere all’uomo allergie. – I più imponenti sono quelli dell’elefante che produce da quattro a sei deiezioni cilindriche alla volta.

Ciascuna di esse misura circa dieci centimetri di lunghezza e 12 di diametro. In un giorno ne vengono emessi da undici a diciassette. – I meno visibili sono quelli prodotti dalla balena azzurra (nella foto), che li abbandona nel mare: una nuvola quasi trasparente, formata dai gusci dello zooplancton, il suo cibo principale.

– I più riconoscibili (e temuti per le malattie che possono portare), sono quelli di topo: piccoli cilindretti scuri. Foto: © SPL Adv Ma che bontà! Un escremento di elefante pesa mezzo chilo e, appena deposto, viene colonizzato da 4mila scarabei. Gli insetti lo trasformano in tante palline e lo fanno rotolare fino alla tana, dove lo sotterrano. Per loro è una riserva di cibo. Foto: © Mario Weigt / Anzenberger/contrasto Approfondimenti 10 FOTO

Quanti giorni si può stare senza andare in bagno?

Libera traduzione e adattamento della pubblicazione AGA 2015: “understanding constipation” INTRODUZIONE La frequenza delle evacuazioni intestinali fra le persona sane varia notevolmente: da tre evacuazioni al giorno a tre alla settimana. Di norma le feci vengono espulse senza sforzo, senza fastidio e senza eccessiva tensione addominale. Per stitichezza o stipsi quindi si intende un numero ridotto di evacuazioni o la difficoltà ad espellere le feci.

Poiché la funzione principale dell’intestino crasso (colon) è quella di riassorbire l’acqua presente al suo interno, un rallentato transito del cibo digerito lungo il colon determina un maggior riassorbimento d’acqua con indurimento delle feci e di conseguenza minor numero di evacuazioni, cioè stitichezza.

Se trascorrono più di tre giorni senza defecare, il contenuto intestinale può indurirsi al punto che una persona non solo ha difficoltà ma ha anche dolore all’espulsione del materiale fecale. Può essere considerata stipsi anche il forte sforzo necessario ad evacuare nonché la sensazione di svuotamento incompleto del retto (tenesmo).

Esistono molte false convinzioni circa il corretto funzionamento dell’intestino. Una di queste è che si debba evacuare ogni giorno. Un’altra è le scorie alimentari, trattenute più a lungo nel corpo, vengano riassorbite e siano pericolose per la salute, producano malattie o accorcino la vita. Queste false credenze hanno portato all’eccesivo utilizzo e all’abuso di lassativi o addirittura a procedure meccaniche quali l’irrigazione del colon.

Va sottolineato che l’uso continuo di lassativi stimolanti può causare dipendenza e che sottoporsi frequentemente ad irrigazioni coliche può essere all’origini di serie complicanze. Anche se può essere estremamente fastidiosa, la stitichezza di per sé non è un problema serio.

  • Comunque, se essa si manifesta improvvisamente, può essere il campanello di allarme e l’unico sintomo di un problema importante quale il cancro del colon-retto.
  • La stipsi nel tempo può essere all’origine di complicanze come le emorroidi (dovute a sforzo eccessivo) o a ragadi (dovute al passaggio di feci dure che stirano gli sfinteri anali).

Ambedue queste situazioni causano sanguinamento anale con emissione di sangue rosso vivo che tinge le feci. Le ragadi possono essere molto dolorose e a loro volta possono aggravare la stipsi che è alla loro origine. Le feci dure possono incastrarsi nel canale anale sia nei bambini che nei vecchi e ciò può essere causa di perdita di controllo dell’evacuazione con fuoriuscita di liquidi dal retto che passano attorno all’impatto fecale. IN SINTESI COS’E’ LA STITICHEZZA ? Essa consiste nell’avere meno di tre defecazioni alla settimana. Quando questo fatto dura tre o più settimane, viene considerato stitichezza cronica. Circa il 16% degli occidentali adulti, e circa un terzo degli adulti sopra i 60 anni soffrono di stitichezza cronica.I sintomi possono variare da soggetto a soggetto.

Defecazione forzata (ponzamento). Senso di defecazione incompleta (tenesmo). Defecazione prolungata. Evacuazione con feci dure e/o a palline (caprine). Ragadi o lacerazioni della mucosa anale. Dolori addominale, rigonfiamento e/o malessere.

CAUSE La stitichezza cronica è un disturbo comune che annovera numerose cause possibili. In molti casi la causa principale è sconosciuta, Nella maggior parte dei casi la stipsi è un sintomo, non una malattia. Come la febbre la stitichezza può essere causata da molte situazioni diverse.

Dieta inadeguata, Ricca di grassi animali (carne, latticini e uova), di zuccheri (torte e dolciumi vari), ma povera di fibre (verdura, frutta e cereali integrali), soprattutto povera di fibre insolubili che determinano le normali contrazioni peristaltiche intestinali e così aiutano la massa fecale a progredire nell’intestino e ad essere poì espulsa. Tutti gli studi nel settore hanno stabilito che una dieta ad alto contenuto di fibre determina un aumento della massa fecale che a sua volta porta a svuotamenti più frequenti e a minor stipsi. Sindrome dell’Intestino Irritabile, Questa sindrome è spesso accompagnata da stipsi. Le eccessive contrazioni o spasmi della muscolatura del colon rallentano il percorso del materiale fecale all’interno del viscere, si ha così anche un aumentato riassorbimento di acqua che causa feci sempre più dure e conseguente stipsi. La stipsi nell’intestino irritabile è diversa da quella funzionale in quanto è accompagnata da dolore addominale. Cattive abitudini comportamentali, Un individuo può diventare stitico se ignora o reprime lo stimolo ad andare di corpo. Questo succede quando non si vuole utilizzare bagni pubblici per questioni igieniche o per troppa ressa. Dopo un po’ di tempo lo stimolo non è più percepito e ciò porta a stipsi. I bambini reprimono lo stimolo se impegnati in giochi o per non frequentare toilette non famigliari (a scuola) e ciò porta a essere stitici anche in età adulta. Numerose ricerche hanno evidenziato che sopprimere lo stimolo alla defecazione può portare ad un rallentamento del transito intestinale e a determinare un rilassamento incompleto dei muscoli del pavimento pelvico, con conseguente spinta all’indietro delle feci. Rilassare il pavimento pelvico è fondamentale per favorire una buona evacuazione. Questo avviene quando si è posizionati bene sulla tazza del water e l’angolo formato fra le gambe ed il busto è inferiore all’angolo retto. La posizione ideale è quella che si ha nei gabinetti cosiddetti “alla turca”. Nelle normali tazze di ceramica purtroppo la posizione è quasi ad angolo retto e quindi non funzionale ad una buona evacuazione. Si può ovviare a ciò acquistando uno speciale sgabello da posizionare davanti al water, che si chiama “squatty potty” (tazza accovacciata), facilmente reperibile in internet, o molto più semplicemente posizionando due grossi libri ai piedi della tazza su cui appoggiare i piedi. Questo consente di appoggiarli piedi più in alto e quindi far sì che gambe e tronco del corpo assumano una posizione ad angolo acuto. In tale posizione il muscolo pubo-rettale si rilassa, il colon sigmoideo si raddrizza e l’evacuazione viene favorita.

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Pseudo-stipsi, E’ la falsa convinzione di un soggetto di essere stitico in quanto (secondo lui) non evacua adeguatamente. Bisogna spiegare a queste persone che non evacuare ogni giorno non è stipsi, a patto che ciò avvenga senza sforzo e con feci morbide. Un’altra situazione è quella in cui il soggetto tenta di evacuare senza riuscirci, ma troppo prematuramente in quanto le feci non hanno ancora raggiunto l’ampolla rettale per essere così espulse. Viaggi, La gente spesso diventa stitica durante i viaggi. Ciò è dovuto ai cambiamenti di vita, degli orari, dell’alimentazione, del tipo di acqua e la difficoltà a trovare una toilette adeguata. Gravidanza, La stipsi in gravidanza è frequente ed è dovuta ai cambiamenti ormonali di questo stato. Ragadi ed Emorroidi, Sono situazioni che comportano dolore al canale anale e producono uno spasmo dello sfintere anale che può posticipare la defecazione. Farmaci, Molti farmaci sono causa di stitichezza. In particolare i farmaci antidolorifici a base di oppioidi, gli antiacidi contenenti alluminio o calcio, gli antispastici, gli antidepressivi, i tranquillanti, il ferro, gli anticonvulsivanti per l’epilessia, gli anti Parkinson, i farmaci per il cuore o per la pressione a base di calcio-antagonisti. Disturbi della motilità del colo n, Inerzia del colon, In questi casi il tubo digerente del paziente digerisce il cibo più lentamente del normale. Perciò ci vuole più tempo perché le feci si formino, avanzino lungo l’intestino e quindi vengano espulse. La maggioranza di questi soggetti sono donne e circa la metà delle persone con stitichezza funzionale hanno questo problema. Disfunzione del pavimento pelvico, In questi casi i muscoli responsabili della defecazione (muscoli del pavimento pelvico) non lavorano adeguatamente. Essi non si rilassano a dovere per consentire alle feci di uscire dal corpo. In altri casi essi possono non essere sufficientemente contratti da far progredire le feci lungo il colon. Un soggetto con questi problemi necessita di molto tempo e di notevoli sforzi per riuscire a defecare. Abuso di lassativi, Le persone che abitualmente assumono grosse quantità di lassativi stimolanti ne divengono dipendenti e possono aver bisogno di aumentarne progressivamente la dose fino a che l’intestino diventa insensibile e smette di funzionare. Disturbi ormonali, Una scarsa funzionalità della tiroide può essere causa di stitichezza. Malattie particolari, La sclerodermia, il Lupus, la Sclerosi multipla, il Parkinson e l’ictus possono essere causa di stipsi. Perdita di Sali corporei, La disidratazione con perdita di Sali come nel vomito o nella diarrea possono essere alla base di una successiva stipsi. Compressione meccanica, Stenosi cicatriziali postoperatorie, infiammazione cronica dei diverticoli, tumori e cancro possono causare delle compressioni dell’intestino e quindi stitichezza. Danni nervosi, Traumi o tumori della spina dorsale possono essere causa di stitichezza per lesione dei nervi che comandano la muscolatura responsabile della defecazione.

STIPSI NEI BAMBINI La stitichezza è molto frequente nei bambini e può essere dovuta a tutte le cause descritte sopra. In pochi casi vi può essere un difetto congenito delle terminazioni nervose dell’intestino (morbo di Hirschprung) o una scarsa funzionalità della tiroide che stanno alla base della stipsi.

Nella maggior parte dei casi comunque la stitichezza del bambino è dovuta ad una cattiva educazione comportamentale. Molti bambini grandicelli affetti da stitichezza hanno fin da piccoli evacuato feci molto dure, questo indipendentemente dalla dieta e dalla educazione all’evacuazione. In questi casi bisogna essere ancora più rigorosi imponendo una dieta ricca di fibre e perseverare nell’educare rigorosamente allo svuotamento intestinale.

La stipsi può portare dolore al momento della defecazione, causare ragadi anali dolorose e/o sanguinamento che porta il bambino a trattenere le feci, aggravando così la stitichezza.I bambini trattengono le feci anche per altri motivi. Alcuni si rifiutano di andare in bagno fuori casa. STIPSI NEI VECCHI I vecchi soffrono di stipsi molto più dei giovani adulti. Una dieta inadeguata, la scarsa introduzione di liquidi, lo scarso movimento fisico, molti farmaci e comportamenti errati portano alla stitichezza. La dieta e le abitudini alimentari hanno un ruolo importante nell’insorgenza della stipsi.

Uno scarso interesse per il cibo, tipico delle persone anziane sole, porta a ingerire cibi poveri di fibre. Una dentatura inadeguata porta ad ingerire cibi morbidi, molto lavorati, ovviamente poveri di fibre. I maschi anziani con problemi alla prostata bevono meno acqua per non dover urinare troppo e con difficoltà.

L’acqua e gli altri liquidi aggiungono massa alle feci e le rendono morbide e più facili da espellere. L’allettamento prolungato, soprattutto nelle case di riposo o per un incidente o per una malattia e la mancanza di esercizio fisico son anch’essi alla base della stipsi.I vecchi assumono molti farmaci per i loro disturbi cronici: antidepressivi, antiacidi a base di alluminio o di calcio, antistaminici, diuretici e anti parkinsoniani.

Tutti posso essere causa di stitichezza.La paura di diventare stitici può portare ad un uso cronico eccessivo di lassativi stimolanti che nel tempo diventano inefficaci e portano all’effettuazione di clisteri che a loro volta contribuiscono alla perdita di una normale funzione intestinale. QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO.

Avvertire il medico di famiglia quando la stitichezza insorge in breve tempo, dura da più di tre settimane, è ostinata e severa, ed è associata a perdita di peso e/o dolori addominali. Questi sintomi sono da considerare con più attenzione se il paziente ha più di 45 anni.

Una visita specialistica gastroenterologica è sempre consigliabile prima di effettuare indagini invasive e rischiose, quali la colonscopia, la Tac o la Risonanza magnetica. COME SI CURA Prima di intraprendere la cura della stipsi bisogna sempre tener presente che la frequenza normale delle defecazioni può variare ampiamente: da tre evacuazioni al giorno a tre alla settimana.

Ciascun individuo deve stabilire cosa è normale per lui per evitare un inutile uso di lassativi che creeranno dipendenza. Brevi periodi di stipsi sono frequenti anche nelle persone sane e giovani. Minimi cambiamenti dietetici e delle abitudini di vita possono aiutare a risolvere la stitichezza senza che vi sia la necessità di ricorrere al medico o assumere farmaci.

Assumere maggiori quantità di cibi ad alto contenuto di fibre come cereali integrali, frutta e verdura. Trovare il tempo per fare esercizio fisico moderato, come camminare velocemente o andare in bicicletta. Gli esperti raccomandano di effettuare almeno 2+1/2 ore di attività fisica alla settimana (circa una mezz’ora al giorno). Saranno necessari dei particolari esercizi fisici per tonificare i muscoli addominali dopo una gravidanza o quando questi siano troppo lassi. Bere molti liquidi (non zuccherati), meglio se durante i pasti. Le donne dovrebbero ingerire almeno 2 litri al giorno, mentre gli uomini almeno tre litri. Trovare il tempo di recarsi alla toilette dopo un pasto (meglio se dopo la colazione del mattino o dopo il pranzo), cioè quando è più probabile che avvenga una defecazione a causa dell’aumento delle contrazioni dell’intestino determinate dello riempimento dello stomaco (riflesso gastro-colico). Non avere fretta e non essere disturbati. Non ignorare o reprimere lo stimolo a defecare.

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Se la stitichezza peggiora o non si risolve entro 3 settimane è meglio recarsi da uno specialista Gastroenterologo. Egli dovrà raccogliere un racconto accurato dei disturbi (anamnesi) ed eseguire una visita completa (esame obiettivo). Non scordarsi di comunicare al medico se in famiglia vi sono stati casi di cancro del colon-retto o altre importanti malattie.

  1. Prima di andare a fondo sulle cause della stitichezza, il medico dovrebbe prescrivere dei prodotti a base di fibre o blandi lassativi per vedere di risolvere il problema con rimedi semplici.
  2. A seconda dell’età e della storia clinica il Gastroenterologo prescriverà alcune indagini diagnostiche (esami del sangue come l’emocromo, la sideremia, la VES o in alcuni casi la colonscopia).

Se gli esami saranno risultati normali (cioè negativi) la diagnosi sarà di “stitichezza funzionale”, il che significa che non vi sono malattie gravi e conosciute alla base di questo disturbo. Se la causa della stitichezze è dovuta ad una specifica malattia, la cura dovrà essere indirizzata a risolvere quella specifica causa. Per esempio, se l’insufficiente funzionamento della tiroide è la causa della stitichezza, si dovrà assumere un ormone della tiroide (Eutirox) come terapia sostitutiva.

Se la causa della stitichezze è dovuta ad una specifica malattia, la cura dovrà essere indirizzata a risolvere quella specifica causa. Per esempio, se l’insufficiente funzionamento della tiroide è la causa della stitichezza, si dovrà assumere un ormone della tiroide (Eutirox) come terapia sostitutiva.

Nella maggioranza delle persone i lassativi stimolanti debbono essere l’ultima risorsa ed assunti sotto la supervisione del medico. Il Medico Gastroenterologo è esperto nel capire quando è necessario un lassativo e soprattutto quale tipo è il più idoneo per quella persona.

Esistono infatti numerosi tipi di lassativi che agiscono in maniera diversa nell’intestino. La cosa più importante è sapere che una cura che funziona deve essere seguita per molto tempo e con costanza.Poiché la stitichezza non insorge in un giorno non ci si deve aspettare che essa si risolva in un giorno.

Il nostro intestino è come un orologio e come tale deve essere trattato. Cercare di andare in bagno sempre alla stessa ora anche se lo stimolo è assente. In tal caso è utile provocare lo stimolo con una supposta di glicerina. Non avere fretta e non essere disturbati da pretendenti al bagno. TIPI DI LASSATIVI TIPI DI LASSATIVI

Lassativi formanti massa, Questi debbono essere assunti con molta acqua. Essi sono anche conosciuti come integratori di fibre, ed agiscono trattenendo il contenuto d’acqua nell’intestino. In tal modo le feci diventano più soffici, con più massa e sono più facili da espellere. Generalmente questi lassativi possono interferire con l’assorbimento di alcuni farmaci. E’ pertanto consigliabile di assumere i farmaci almeno a due ore di distanza (prima o dopo) dal lassativo. Essi possono causare gonfiore e dolore addominale in quanto le fibre vengono digerite dai batteri del colon con produzione di gas. Molte persone in cui i lassativi formanti massa non fanno effetto lamentano più gonfiore e più dolori addominali. Questo avviene in quanto la stipsi è abbastanza ostinata, e quindi la massa di feci e fibre progredisce più lentamente e i batteri del colon (microbiota) hanno più tempo per fermentare il contenuto. Lassativi stimolanti, Questi agiscono stimolando le contrazioni ritmiche (peristalsi) dei muscoli dell’intestino. Questi lassativi come il bisacodile, la senna o la cascara agiscono più rapidamente degli altri lassativi proprio per il loro effetto di contrazione sulla muscolatura intestinale. Possono però causare crampi addominali, dare assuefazione e soprattutto contrastare il normale funzionamento dell’intestino. Se assunti per anni possono determinare una totale immobilità dell’intestino con stitichezza irreversibile, Pertanto possono essere assunti solo per brevi periodi e mai continuativamente. Lassativi osmotici. Essi impediscono ai liquidi presenti nell’intestino di essere riassorbiti e facilitano la loro progressione all’interno di esso, determinando così la sua distensione. La distensione a sua volta innesca la normale contrattilità dei visceri (peristalsi) e quindi determina una evacuazione in modo naturale. Questi possono essere usati regolarmente per la cura della stipsi o per la preparazione dell’intestino per la colonscopia (magnesio citrato, latte di magnesia, polietilenglicole). Questa classe di lassativi è utile negli individui che soffrono di stitichezza da cause sconosciute (idiopatica).In dosi elevate sono anche utili nella inerzia del colon o stipsi atonica.I soggetti diabetici debbono essere accuratamente monitorati per evitare squilibri elettrolitici dovuti a questi prodotti. Lassativi ammorbidenti, Essi inumidiscono le feci e ne prevengono la disidratazione. Questi (docusato sodico) sono raccomandati dopo un parto o la chirurgia rettale ed in tutti quei casi in cui bisogna evitare al massimo lo sforzo della defecazione. Sono tuttavia poco efficaci nella stipsi severa ed il loro uso prolungato può causare disturbi elettrolitici. Lassativi lubrificanti, Rendono le feci untuose e lubrificate per consentirne un passaggio più agevole nell’intestino. Olii minerali quali la paraffina e la vasellina sono i più usati. Stimolano la defecazione circa otto ore dopo l’ingestione. Lassativi salin i. Sono anche questi lassativi osmotici (latte di magnesia, magnesio citrato) che trattengono acqua nel colon per facilitare il passaggio delle feci. Possono essere usati nella stipsi acuta, se non vi sono segni di occlusione intestinale. Un loro uso massiccio e prolungato può determinare squilibri elettrolitici soprattutto nei bambini e nelle persone con malattie renali. Farmaci con prescrizione medica, Negli ultimi anni la ricerca farmacologica ha compiuto passi da gigante in questo campo. Sono di recente disponibili in farmacia la prucalopride (Resolor) e la linaclotide (Constella). Il primo agisce stimolando la peristalsi intestinale, quando questa sia assente o insufficiente e lo si prescrive nelle forme di stitichezza atonica o adinamica. Il secondo agisce promuovendo la secrezione di acqua e ioni cloro all’interno del colon e lo si prescrive per la stipsi con gonfiore e dolore, come nell’intestino irritabile.Trattandosi di farmaci sicuri ma complessi vanno prescritti dallo specialista Gastroenterologo che saprà consigliarli alla persona giusta nel momento giusto, nella dose corretta e per le indicazioni particolari di ognuno.

LA PIRAMIDE ALIMENTARE, CIOE’ COME ALIMENTARSI CORRETTAMENTE

Cosa mangiare e bere per ammorbidire le feci?

LA DIETA CONTRO LA STITICHEZZA – Per combattere la stitichezza, ecco alcuni consigli per correggere il proprio piano alimentare e ristudiarlo con l’ausilio di un medico specialista o di un nutrizionista:

assumere almeno una porzione di verdura ad ogni pasto, cotta o cruda. Tra le verdure cotte, preferibilmente lessate o cucinate al vapore, privilegiare spinaci, zucchine, broccoli e cavolfiori (da consumarsi con moderazione in caso di meteorismo, aumentando a poco a poco le dosi), fagiolini, melanzane e carciofi consumare ogni giorno 2-3 frutti di medie dimensioni, scegliendo soprattutto tra kiwi (al mattino a digiuno), pere, albicocche, fichi e prugne. Quando possibile mangiare la frutta con la buccia, o in alternativa cotta a cena, includere un piatto in brodo o un minestrone di verdure, anche passato alternare i cerali raffinati, quali pane, pasta e riso, con quelli integrali consumare almeno due volte a settimana i legumi. In caso di meteorismo preferirli passati o centrifugati includere nella propria dieta, ogni giorno, una porzione di yogurt o di latte fermentato aumentare l’apporto di liquidi a almeno 1.5-2 litri al giorno, bevendo preferibilmente acqua oligominerale naturale ma anche tisane o brodo limitare l’assunzione di alcool, tè e caffè (benché uno al mattino aumenti i movimenti intestinali) evitare i formaggi fermentati, i fritti e i grassi di origine animale.

In caso di diverticolosi non complicata (formazione di piccole sacche di mucosa intestinale, specie nel sigma) la dieta va mantenuta libera; in caso di infiammazioni dei diverticoli (diverticolite), vanno limitati il consumo di:

verdure filamentose ( sedano, finocchi, fagiolini con il filo) frutta e verdura contenenti i semini (uva, fragole, kiwi, frutti di bosco, pomodori) bucce di legumi (da consumarsi passati o centrifugati).

Frutta, verdura, fibre e acqua gli alimenti contro i diverticoli

Come sbloccare il tappo di feci rimedi naturali?

Come sbloccare il tappo di feci rimedi naturali? – Esistono diversi rimedi naturali per sbloccare il tappo di feci. Ad esempio, bere molta acqua, aumentare l’assunzione di fibre alimentari, fare attività fisica regolare e utilizzare oli naturali come l’olio di cocco o l’olio di ricino.

  1. Questi rimedi naturali sono interessanti perché non solo aiutano a liberarsi del tappo di feci in modo delicato e indolore, ma anche perché migliorano la salute generale del tratto intestinale e possono prevenire future difficoltà nel defecare.
  2. Inoltre, sono un’alternativa naturale e sicura ai lassativi e ai farmaci.

Tuttavia, è sempre importante consultare un medico se il problema persiste o peggiora. In sintesi, l’ammorbimento delle feci è un problema comune che può verificarsi in qualsiasi momento. Tuttavia, se affrontato subito con i rimedi naturali, può essere risolto con successo.

I rimedi naturali più efficaci da applicare per ammorbidire le feci includono l’assunzione di liquidi, l’esercizio fisico regolare, l’assunzione di fibre, l’assunzione di probiotici, l’assunzione di olio di ricino e l’utilizzo di prodotti naturali come i probiotici. Ricordate che trattare i problemi di stitichezza in modo naturale può aiutarvi a prevenire complicazioni più gravi.

Quindi, seguite i consigli sopra menzionati e cercate di mantenere una dieta sana ed equilibrata per ammorbidire le feci. : Ammorbidire le feci in modo naturale: consigli e rimedi efficaci

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